martedì 9 maggio 2017

INDUSTRIA 4.0 E FORMAZIONE

Secondo il Rapporto Confindustria-Cerved dedicato alle imprese del Centro-Nord, riprendono gli investimenti e i debiti finanziari tornano a salire. Diminuiscono le chiusure e i fallimenti, ingranano le nuove imprese. Dalle startup innovative ricavi per 1,6 miliardi di euro e investimenti per 250 milioni


“Quello del Centro-Nord è un tessuto produttivo con un robusto cuore industriale che, grazie alla diffusa capacità di innovazione, è stato determinante per il consolidamento della ripartenza in questa area del Paese. Ora che la crisi è definitivamente alle spalle, la capacità di mettere in campo strategie orientate alle imprese è decisiva: servono azioni coordinate per rafforzare la ripresa economica e continuare a crescere a ritmi più sostenuti”. È la conclusione a cui giunge la seconda edizione del rapporto PMI Centro-Nord 2017 a cura di Confindustria e Cerved che analizza i bilanci, le dinamiche demografiche, le abitudini di pagamento e il merito di credito della parte pregiata del sistema imprenditoriale italiano.


Si consolidano intanto le principali voci di conto economico, anche se rimane ampio il divario rispetto ai valori pre-crisi: nel 2015 cresce il fatturato, nel Nord-Est e Nord-Ovest con tassi intorno al 3%, di poco superiori a quelli del Centro (2,2%). Continua la crescita del valore aggiunto, che torna ai valori pre-crisi, seppur in modo meno consistente nel Centro, rispetto alle altre ripartizioni. Per il terzo anno consecutivo, nel 2015 aumenta anche il Mol. Tuttavia, nel medio-periodo, la perdita di fatturato/valore aggiunto registrata durante la crisi, in combinazione con costi del lavoro in crescita, ha fortemente compresso i margini lordi, che si sono ridotti del 21% nel Nord-Est, del 29% nel Nord-Ovest e di circa il 40% nelle regioni centrali rispetto ai valori del 2007. Ciò significa che le dinamiche positive innescate a partire dal 2012, consolidate nell’ultimo triennio e più consistenti nel 2015, sono state finora insufficienti per recuperare la redditività lorda pre-crisi.

Il consolidamento dei segnali di ripartenza sembra confermato anche da una maggiore propensione all’innovazione. Attraverso un’analisi condotta sulle partecipazioni degli investitori specializzati in innovazione e una ricerca sui siti internet di startup e Pmi italiane, sono state identificate 12mila società che producono in innovazione, in molti casi non iscritte ai registri ufficiali. Di queste, più di 9 mila (6 mila startup e 3 mila Pmi) hanno sede nel Centro-Nord. Il sistema delle startup innovative produce, al Centro-Nord, ricavi per 1,6 miliardi di euro e investimenti per 250 milioni di euro. Quello delle Pmi innovative impiega oltre 108mila addetti e produce ricavi per 22 miliardi. Le imprese innovative si affiancano a quelle industriali in senso stretto, che rappresentano la spina dorsale del sistema imprenditoriale centro-settentrionale.

Uno degli aspetti fondamentali per la ripresa economica legata all’ Industria 4.0 è la formazione dei dipendenti. General Electric è Formare 150mila dipendenti sparsi nel mondo per spianare il terreno lungo la strada che porta all’industria 4.0. Si chiama “Brilliant Learning” il nuovo piano di formazione lanciato da General Electric (GE), che punta a creare le competenze adatte per affrontare la trasformazione digitale in atto e il paradigma industriale del futuro.

Basato sul modello delle “Brilliant Factory” di GE, cioè delle fabbriche che utilizzano big data, software, sensori, sistemi di controllo e robotica per incrementare la produttività e ottimizzare il funzionamento delle macchine e delle operazioni, il programma formativo è stato pensato per insegnare ai propri dipendenti come utilizzare tecnologie all’avanguardia e padroneggiare i nuovi processi produttivi.

Il percorso di formazione è stato progettato per essere flessibile e adattabile secondo le esigenze dei singoli siti produttivi. Il programma sarà articolato in seminari, workshop, corsi online e bootcamp sulle pratiche legate alla lean manufacturing e alla manifattura avanzata e additiva, oltre alle altre tecnologie digitali che stanno trasformando l'industria. Del resto, nessuno ha mai messo in dubbio l’importanza delle competenze e della formazione per la riuscita di qualsiasi piano di industry 4.0.

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